Manifesto

"... Quello che noi promuoviamo è un'opera altamente ed essenzialmente civile e pacifica ... " (Dal manifesto di fondazione della "Dante" - 1889)

20.1.26

Lunedì 9 febbraio, ore 18:00 – Conferenza in lingua norvegese di Oddbjørn Sørmoen sul tema “Det norske Venezia på 1800-tallet” (La Venezia norvegese dell'Ottocento)

Lunedì 9 febbraio alle ore 18.00, presso il Frogner bydelshus (Drammensveien 60, Oslo), Oddbjørn Sørmoen terrà una conferenza in lingua norvegese rivolta ai soci e agli amici del Comitato di Oslo della Società Dante Alighieri, dal titolo:

Det norske Venezia på 1800-tallet – Nordmenn som ble venezianere
(La Venezia norvegese nell’Ottocento – Norvegesi che divennero veneziani)


Frits Thaulow (1847-1906) - Sotto il Ponte di Rialto, 1895

"Det norske Venezia på 1800-tallet" – Una storia norvegese nella Venezia dell’Ottocento

OBS! Nedenfor følger en presentasjon av foredraget og foredragsholderen på norsk.

Ogni anno migliaia di norvegesi visitano Venezia, attratti dalla bellezza e dalla storia unica della città lagunare. Quasi nessuno sa però che Venezia custodisce anche una propria storia norvegese: una presenza concreta, documentata e sorprendentemente duratura, che affonda le radici nel XIX secolo.

Il progetto "Det norske Venezia på 1800-tallet" nasce in Norvegia e si sviluppa a partire da un luogo preciso e poco conosciuto: il reparto evangelico del cimitero monumentale di San Michele, dove sono sepolti diversi norvegesi. Sulle lapidi compaiono nomi, date e iscrizioni in lingua norvegese: segni tangibili di uomini che lasciarono definitivamente il proprio paese per stabilirsi a Venezia e diventare parte integrante della città.

Da queste tombe prende avvio la ricerca di Oddbjørn Sørmoen, che da anni esplora archivi e biblioteche a Venezia, Oslo e Copenaghen per ricostruire le vicende di questi norvegesi “diventati veneziani”. Molti provenivano da Bergen e operarono nel commercio internazionale, in particolare nell’importazione del "tørrfisk" (stoccafisso) dal Nord della Norvegia, un prodotto presente nella cucina veneziana sin dal Medioevo e ancora oggi centrale nella tradizione gastronomica locale.

Il racconto che emerge è quello di una piccola ma significativa comunità nordica inserita nel tessuto economico, sociale e culturale della Serenissima. Alcuni di questi norvegesi furono imprenditori di successo, altri rappresentarono ufficialmente la Norvegia e il Nord Europa come consoli o diplomatici; tutti, però, parteciparono attivamente alla vita cittadina. Un elemento comune era l’appartenenza alla comunità luterana veneziana, prevalentemente di lingua tedesca, che costituiva un importante punto di riferimento religioso e identitario.

La conferenza ricostruisce chi fossero queste persone, dove abitavano, come giunsero a Venezia e dove furono sepolte, collocando le loro storie nel più ampio contesto europeo dell’epoca: dalle conseguenze delle guerre napoleoniche allo sviluppo dei traffici internazionali, fino ai rapporti con l’arte e la vita culturale veneziana. Ne emerge una narrazione fatta di successi e integrazione, ma anche di difficoltà e, talvolta, di fallimenti.

Nonostante i forti legami storici tra Norvegia e Venezia, questa pagina di storia è rimasta a lungo ai margini della memoria collettiva. Det norske Venezia intende riportarla alla luce, mostrando come l’esperienza veneziana abbia inciso non solo sui percorsi individuali di questi norvegesi, ma anche sull’immaginario culturale norvegese legato al Sud Europa.

Il progetto è tuttora in corso e confluirà in una futura pubblicazione. Parti della ricerca sono già state presentate in ambito accademico e museale, tra cui l’Università Ca’ Foscari di Venezia e il KUBEN Museum di Arendal.

Una storia poco nota, sospesa tra Nord e Sud, che invita a guardare Venezia – e i rapporti tra Norvegia e Italia – con occhi nuovi.

Vi aspettiamo numerosi!

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Oddbjørn Sørmoen: uno sguardo nordico su Venezia

Lo storico dell’arte Oddbjørn Sørmoen è una figura di riferimento nel campo della tutela e dello studio del patrimonio culturale, con oltre trent’anni di esperienza come "antikvar" (conservatore dei beni culturali) specializzato in chiese, interni ecclesiastici, cimiteri storici, monumenti funerari e cultura della memoria.

Formato all’Università di Oslo, dove ha conseguito il titolo di Magister Artium in storia dell’arte, ha completato una formazione specialistica nella tutela e conservazione dei beni culturali presso la Kungliga Konsthögskolan di Stoccolma e un master in progettazione universale  (Tilgjengelig arkitektur / Universal Design) all’Università di Aalborg (Copenaghen). Nel corso della sua carriera ha lavorato presso il Riksantikvaren e English Heritage, oltre a ricoprire incarichi di responsabilità nella gestione del patrimonio ecclesiastico in Norvegia.

Residente a Oslo, dal 2011 vive parte dell’anno a Venezia, città con la quale ha sviluppato un legame profondo e duraturo. Da oltre quindici anni studia in modo sistematico la presenza dei norvegesi nella Serenissima, una storia poco conosciuta fatta di artisti, professionisti e residenti stabili, che oggi costituisce il cuore delle sue ricerche e delle sue conferenze.

Nel 2013 è stato tra i fondatori dell’Associazione Reparto Evangelico del Cimitero di San Michele, impegnata nella tutela e valorizzazione del reparto protestante dello storico cimitero veneziano, e ne è tuttora membro del consiglio direttivo. Nello stesso anno ha inoltre contribuito alla nascita del network europeo "Future for Religious Heritage (FRH)", con sede a Bruxelles.

Sørmoen dirige oggi il proprio studio di consulenza Ancoras AS, con sede a Oslo, specializzato in patrimonio culturale, architettura storica e progettazione inclusiva. È stato per otto anni membro del consiglio della Fondazione STIFTELSEN UNI.

Nel contesto del dialogo culturale tra Norvegia e Italia, ha avuto un ruolo significativo anche come membro del consiglio direttivo della Società Dante Alighieri – Comitato di Oslo dal 2011 al 2014, contribuendo attivamente alla vita culturale del Comitato.

Accanto all’attività professionale, Sørmoen è stato redattore scientifico della collana "Kirker i Norge" e dal 2015 fa parte della redazione dell’annuario della "Fortidsminneforeningen". Ha pubblicato e collaborato a numerosi studi e volumi, soprattutto in Norvegia ma anche in Italia.

La sua conferenza nasce dunque dall’incontro tra ricerca storica e vissuto personale: uno sguardo nordico su Venezia che restituisce voce e memoria ai norvegesi che, tra Ottocento e Novecento, hanno fatto della Serenissima una seconda casa.



Oddbjørn Sørmoen



Piantina di Venezia pubblicata a Londra nel 1800



Cimitero di San Michele a Venezia



Sophus Jacobsen (1833-1912) - Venezia al chiaro di luna, 1870

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DET NORSKE VENEZIA PÅ 1800-TALLET

Tusener av nordmenn reiser hvert år til byen Venezia for å oppleve en av de mest spesielle historiske byer i verden. Knapt noen av disse er klar over at det i byens mangfoldige historie også er vevd inn en norsk historie, og at det også finnes norske kulturminner der i dag.
På den den evangeliske kirkegården, reparto evangelico, på den monumentale kirkegårdsøya San Michele, mellom Venezia og Murano, ligger det flere nordmenn begravet. På gravstenene står det minneord og nøkkeldata om disse personene, skrevet på norsk.
Dette var nordmenn som forlot hjemlandet for godt for å bosette seg og bli en del av det venetianske samfunnet. De fleste hadde røtter i Bergen, og drev firmaer som importerte særlig tørrfisk fra Nord-Norge, men der var også andre.
Tørrfisk eller stoccafisso har siden middelalderen vært en del av det venetianske tradisjonelle kjøkken. Historiene sier at importen startet med Querinis skipsforlis og redning på Røst i 1432. Stoccafisso fra Lofoten får man fremdeles kjøpt i dagligvarebutikkene, og den står i en eller annen variant nesten alltid på venetianske restaurantmenyer.
Med utgangspunkt de norske gravene på San Michele har foredragsholder i en del år søkt i bibliotek og arkiv i Venezia, Oslo og København, og gravd frem historier som tidligere ikke har vært fortalt. Dette var driftige folk som ble viktig for handelen mellom Norge og Italia, som representerte Norge og Norden, ble diplomater og også var aktive på andre måter i byens liv.
Foredraget skisserer denne fascinerende historien om båndene mellom Norge og Venezia, hvem disse menneskene var, hvor de bodde og deres suksess og av og til også fall. Dette er et pågående prosjekt og deler av prosjektet har tidligere blant annet vært presentert på KUBEN museum i Arendal og på Ca Foscari universitetet i Venezia.

HVEM ER ODDBJØRN SØRMOEN

Foredragsholderen Oddbjørn Sørmoen har en Magister Artium grad i kunsthistorie fra Universitetet i Oslo, antikvarisk etterutdanning fra Kungliga Konsthögskolan i Stockholm, og en mastergrad i Tilgjengelig arkitektur fra Aalborg Universitet, København. Gjennom over 30 år har han arbeidet som antikvar med kirkebygg og kirkeinteriører, kirkegårder, gravminner og minnekultur som spesiale, hos Riksantikvaren, English Heritage, og i kirkelig forvaltning.
Sørmoen er bosatt i Oslo, men bor, siden 2011, også i Venezia. Han driver i dag sitt eget konsulentfirma Ancoras AS. Han var styremedlem i Società Dante Alighieri, Comitato di Oslo, 2011 til 2014. I 2013 var han med å starte Associazione Reparto Evangelico del Cimitero di San Michele, der han fremdeles sitter i styret, han er også en av grunnleggerne i det europeiske nettverket Future for Religious Heritage (FRH), med hovedkontor i Brussel, i 2011 og i åtte år var han styremedlem i Stiftelsen UNI.
Sørmoen var fagredaktør for bokserien Kirker i Norge, og har siden 2015 sittet i redaksjonen for Fortidsminneforeningens årbok. Han har bidratt i en rekke publikasjoner særlig i Norge, men også i Italia.

18.12.25

Auguri di Buone Feste! 🎄

Auguri di Buone Feste!


Cari soci e amici del Comitato di Oslo della Scietà Dante Alighieri,

in questo periodo di festa e di serena condivisione desidero porgere a tutti i soci del Comitato i miei più calorosi auguri di Buon Natale e di un felice e prospero Anno Nuovo.

Desidero rivolgere un sentito ringraziamento a tutto il Direttivo, innanzitutto per avermi accolta con affetto ed entusiasmo, ma soprattutto per la dedizione, l’instancabile impegno e la collaborazione dimostrati, elementi fondamentali per la riuscita degli eventi e delle attività che abbiamo organizzato nel corso dell’anno.

Un ringraziamento particolare va anche all’Istituto Italiano di Cultura, alla sua direttrice dott.ssa Raffaella Giampaola e al suo staff, per le iniziative realizzate insieme nel corso dell’anno, sempre in uno spirito di autentica sinergia.

Spero che gli eventi organizzati abbiano saputo coinvolgervi, emozionarvi e lasciarvi qualcosa di speciale, e che il cambiamento della nostra sede abbia portato una ventata di rinnovamento tra noi. Grazie di cuore a tutti voi per essere stati parte di questo anno 2025!

Come da tradizione, questo è anche il momento per guardare alle molte attività svolte durante l’anno. Mi auguro sinceramente che queste iniziative abbiano suscitato il vostro interesse e siano state da voi apprezzate. 
  • 5 febbraio: serata dedicata ai quattro parchi letterari di Norvegia e ai due parchi letterari della Sardegna. Evento in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura, i Parchi Letterari e l’Ambasciata d’Italia a Oslo.

  • 24 febbraio: Roberta Luciani, Istituto di Norvegia a Roma: storia del restauro. Storia dell’edificio, trasformazione da residenza a uffici e recenti lavori di restauro.

  • 17 marzo: Federica Coluzzi, Eredi di Beatrice: le scrittrici che hanno letto, interpretato e raccontato Dante fra Otto e Novecento. Evento in occasione del Dantedì, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Oslo.

  • 14 aprile: Paola Catapano, Ottantesimo parallelo, un’avventura tra scienza e ghiacci sulle tracce del dirigibile Italia. Affascinante ricostruzione della spedizione scientifica POLARQUEST2018  in occasione del 90° anniversario della spedizione polare di Umberto Nobile.

  • 12 maggio: Monica Miscali, Alla scoperta del Nord: i viaggi di Francesco Negri e Giuseppe Acerbi in Norvegia nei secoli XVII e XVIII. Conferenza sulle orme di Negri, primo italiano a raggiungere Capo Nord nel 1664, e di Acerbi, curioso e colto esploratore dell’Ottocento.

  • 6 giugno: Paolo Noto, Un genere quasi tutto italiano: lo spaghetti western. Un genere che ha fatto la storia del cinema europeo.

  • 1 settembre: proiezione del film Il Postino, interpretato da Massimo Troisi e ispirato al romanzo dello scrittore cileno Antonio Skármeta su Pablo Neruda. Evento organizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e la Cinemateket di Oslo.

  • 15 settembre: Diana Di Giampaolo, L’Aquila nuova Gerusalemme? Storia e misteri del capoluogo d’Abruzzo. Un viaggio tra simboli, arte e storia nella città più enigmatica d’Abruzzo.

  • 5–12 ottobre: viaggio culturale a Ravenna organizzato dalla Scuola di Italiano di Oslo in collaborazione con il Comitato della Dante di Oslo.

  • 20 ottobre: Rossella Giglio, L’archeologia nella Sicilia occidentale: Segesta, Selinunte, Mozia e Lilibeo/Marsala, Erice e le isole Egadi. Un viaggio nella Sicilia occidentale alla scoperta di templi maestosi, necropoli, santuari e città antiche.

  • 17 novembre: Orazio Truglio, Gibellina e il sisma del Belice: l’arte come ricostruzione di un’identità futura. Storia della ricostruzione della cittadina e sguardo critico fino ai nostri giorni.

  • 8 dicembre: Daniela Linarello, Dolci natalizi della tradizione italiana. Storia dei dolci natalizi nazionali e una selezione di quelli regionali.
Un grazie di cuore a ciascuno di voi per il sostegno costante, che è la nostra forza e ci incoraggia a guardare al futuro con ottimismo. Vi invito dunque a continuare a “camminare” con noi, rinnovando il tesseramento per il 2026.

A voi e ai vostri cari auguro un sereno Natale e un Nuovo Anno colmo di gioia e soddisfazioni.

Il Presidente
Roberta Luciani

4.12.25

In ricordo di Diana Monteverde Haakonsen (1931–2025)

In ricordo di Diana Monteverde Haakonsen (1931–2025)




Il Comitato della Dante Alighieri di Oslo ricorda con profonda gratitudine Diana Monteverde Haakonsen, nata il 6 maggio 1931 e scomparsa a Oslo il 28 novembre 2025. Per molti decenni Diana ha dato un contributo fondamentale alla vita del nostro Comitato, del quale è stata socia attiva sin dagli anni Sessanta. Ha ricoperto, tra l’altro, il ruolo di segretaria, redigendo verbali e seguendo con dedizione e passione le attività associative.

Particolarmente preziose sono state le sue letture e i suoi commenti di passi della Divina Commedia a margine delle nostre conferenze del 2007 e 2008, momenti che molti soci ricordano con affetto e riconoscenza.

Oltre al suo ruolo all’interno della Dante Oslo, Diana ha svolto un’intensa attività di promozione della cultura italiana in Norvegia. Ha insegnato lirica italiana presso l’Università di Oslo ed è stata coautrice, insieme al prof. Magnus Ulleland, del dizionario norvegese–italiano pubblicato nel 1989, un’opera di riferimento tuttora apprezzata.

Il funerale avrà luogo mercoledì 10 dicembre, alle ore 13.00, presso Bygdøy kirke.

La "minneside" a lei dedicata riporta i versi della celebre canzone genovese “Ma se ghe penso…”, a testimonianza del profondo legame affettivo e biografico con Genova, città alla quale Diana è rimasta legata per tutta la vita.
Chi desidera lasciare un ultimo saluto o un pensiero personale può farlo direttamente su questa pagina commemorativa: 

La Dante Oslo si unisce al cordoglio della famiglia e conserva con gratitudine la memoria del lungo e generoso contributo di Diana Monteverde Haakonsen.

Estratto da una storica canzone in lingua genovese. Scritta nel 1925, è divenuta d'uso tradizionale e simbolo della cultura musicale ligure:

Testo in lingua genovese:

Ma se ghe penso alôa mi veddo o mâ,

veddo i mæ monti, a ciassa da Nonçiâ,

riveddo o Righi e me s'astrenze o cheu,

veddo a lanterna, a cava, lazù o Meu...

Riveddo a-a séia Zena iluminâ,

veddo là a Fôxe e sento franze o mâ

e alôa mi penso ancon de ritornâ

a pösâ e òsse dôve ò mæ madonâ.


Traduzione in italiano:

Ma se ci penso allora io vedo il mare,

vedo i miei monti e piazza della Nunziata,

rivedo il Righi e mi si stringe il cuore,

vedo la Lanterna, la cava, laggiù il molo...

Rivedo alla sera Genova illuminata,

vedo là la Foce e sento frangere il mare

e allora io penso ancora di ritornare

a posare le ossa dove è mia nonna.

19.11.25

Lunedì 8 dicembre, ore 18:00 – Conferenza di Daniela Linarello sul tema “I dolci natalizi della tradizione italiana”

Lunedì 8 dicembre, ore 18:00 – Conferenza di Daniela Linarello sul tema “I dolci natalizi della tradizione italiana” presso Frogner bydelshus, Drammensveien 60, Oslo.

I dolci natalizi della tradizione italiana





Daniela Linarello, chef e docente di cucina italiana


Una serata natalizia dolce e accogliente — l’ultima conferenza dell’anno — per ritrovarci, scambiarci gli auguri e lasciarci accompagnare da Daniela Linarello in un viaggio tra i profumi e i sapori che rendono il Natale italiano così unico, grazie alle sue numerose tradizioni regionali e familiari, tramandate di generazione in generazione.

Il Natale in Italia non è solo una festa, ma un’autentica esperienza culinaria, fatta di piatti che variano da regione a regione e, soprattutto, di dolci che raccontano storie di memoria, identità e appartenenza. Ogni territorio custodisce ricette antiche, tramandate nel tempo, che arricchiscono le nostre tavole di sapori e significati.

Daniela ci condurrà in un viaggio attraverso i dolci natalizi della tradizione italiana: parlarne, prepararli e gustarli sarà un modo per celebrare insieme le tradizioni e scoprire, attraverso il palato, la straordinaria diversità culturale dell’Italia, rendendo il Natale un momento ancora più magico.

La conferenziera preparerà anche degli assaggi dei dolcetti di cui parlerà, offrendo al pubblico l’opportunità di gustare direttamente alcune specialità realizzate con ingredienti autentici e tanta passione.

Come scrive Daniela nel suo blog Mitt italienske kjøkken (“La mia cucina italiana”), tutto ebbe inizio su un volo tra Roma e Torino, dove il caso le fece incontrare Thomas, un norvegese dal sorriso gentile che parlava un ottimo italiano. Quell’incontro le cambiò la vita: cinque anni dopo si trasferì in Norvegia, dando inizio a un nuovo capitolo fatto di sfide, scoperte e nuove passioni.

Ma prima di approdare a Oslo, Daniela aveva già vissuto un ricco percorso personale e professionale: torinese di nascita, diplomata al Conservatorio di Musica in Composizione di musica corale e direzione di coro, ha diretto diversi cori, sviluppando una profonda sensibilità per l’arte di fondere le voci in un’unica armonia.

Tuttavia, la vita l’ha portata su altre strade: per undici anni ha gestito a Torino una agenzia di “In-store promotion” nel settore pubblicitario, un’esperienza che le ha insegnato creatività, organizzazione e spirito imprenditoriale.
Quando ha deciso di trasferirsi a Oslo, ha dovuto reinventarsi — e lo ha fatto con la passione e la determinazione che la contraddistinguono.

Oggi Daniela vive di ciò che ama di più: cucinare. Con la sua azienda Olio & Peperoncino lavora come cuoca privata a domicilio, portando nelle case norvegesi i sapori autentici della tradizione italiana. Dal 2017 cura il blog Danielas Italia - Mitt italienske kjøkken, dove condivide ricette, aneddoti e usanze regionali italiane. Nel 2019 ha ottenuto in Italia il diploma ufficiale di insegnante di cucina italiana (AICI), che le permette di tenere corsi e conferenze dedicate alla cultura gastronomica del Belpaese. Da allora non ha mai smesso di studiare, sperimentare e insegnare, continuando attraverso il suo blog a trasmettere la passione per quella “vecchia cucina di casa” fatta di semplicità, calore e condivisione.

La conferenza sarà anche un momento speciale per ritrovarci, condividere uno spuntino natalizio, scambiare due chiacchiere tra soci e augurarci buone feste in un’atmosfera calda, gioiosa e autentica.
Non mancare: concludiamo l’anno insieme… con un dolce sorriso!🎄✨

Daniela Linarello



23.10.25

Lunedì 17 novembre, ore 18 – Conferenza di Orazio Attilio Carmelo Truglio sul tema “Gibellina e il sisma del Belice: L’arte come ricostruzione di una identità futura”

Lunedì 17 novembre, alle ore 18:00, presso Frogner bydelshus (Drammensveien 60, Oslo), l’architetto e paesaggista Orazio Attilio Carmelo Truglio terrà per i soci e gli amici del Comitato della Dante di Oslo una conferenza dal titolo:

Gibellina e il sisma del Belice:
 L’arte come ricostruzione di una identità futura

Alberto Burri, Grande Cretto o Cretto di Gibellina, 1984-1989

Nel cuore della Sicilia occidentale, tra colline e vigneti, sorge un paese la cui storia è un intreccio di dolore e rinascita: Gibellina. Nel gennaio del 1968, il devastante terremoto del Belìce distrusse interi centri abitati e con essi secoli di memoria e di vita.

Per quasi vent’anni, la popolazione di Gibellina visse sospesa tra ritardi, burocrazia, promesse mancate e progetti mai realizzati, mentre il tempo sembrava cristallizzato tra le macerie. È in questo contesto di incertezza che il sindaco Ludovico Corrao maturò una visione rivoluzionaria: comprendendo che una mera ricostruzione edilizia non sarebbe bastata a restituire identità e futuro a una comunità ferita, scelse di ripartire dalla cultura e dall’arte come fondamento di una rinascita autentica.

La sua intuizione diede vita a un progetto senza precedenti: non ricostruire il paese sulle rovine del passato, ma fondare una nuova città in un altro luogo, concepita come laboratorio di sperimentazione artistica e architettonica, guidata da una filosofia di vita innovativa, capace di unire memoria e modernità.

Corrao lanciò così un invito aperto a artisti, architetti e intellettuali di fama nazionale e internazionale, chiamandoli a immaginare e realizzare una città dove l’arte fosse parte integrante del tessuto urbano e sociale.

Alla chiamata di Corrao risposero numerosi artisti e architetti di fama nazionale, pronti a raccogliere la sfida di costruire una città che fosse non solo un luogo fisico, ma anche un manifesto di rinascita e sperimentazione. Il nuovo impianto urbanistico adottato si distaccò radicalmente dalla tradizione dei borghi siciliani, solitamente raccolti attorno a un centro compatto: la Nuova Gibellina nacque con uno schema aperto, proiettato verso il futuro, pensato come spazio di dialogo tra arte, architettura e comunità.

In questo contesto, sorsero opere monumentali, installazioni di arte contemporanea e architetture visionarie che trasformarono la città in un vero e proprio museo a cielo aperto, unico nel suo genere.

Eppure, a questa straordinaria ricchezza artistica si affianca una contraddizione profonda: la presenza di opere d’arte di rilevanza internazionale convive con un territorio spesso segnato dallo spopolamento e da un tessuto sociale fragile.

Proprio in questo paradosso risiede la forza simbolica di Gibellina: un'utopia realizzata, dove grandi ideali e difficoltà concrete si intrecciano, generando un luogo che ancora oggi interroga, ispira e commuove chi vi si avvicina.

Attraverso immagini, riflessioni e testimonianze, Orazio A. C. Truglio ci accompagnerà in questo viaggio affascinante tra memoria, arte e identità, mostrando come Gibellina rappresenti non solo una risposta al trauma del terremoto, ma anche una scommessa sull’arte come motore di coesione e trasformazione collettiva.

Una conferenza che invita a riflettere sul significato profondo del costruire, del ricordare e del reinventare i luoghi dell’anima.

Curiosità: Gibellina è stata ufficialmente proclamata “Capitale italiana dell’Arte contemporanea” per l’anno 2026. La nomina è stata annunciata il 31 ottobre 2024 dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli, durante una cerimonia presso il Ministero a Roma, e Gibellina è la prima città in Italia a ricevere questo nuovo titolo istituito dal Ministero della Cultura

Orazio A. C. Truglio è architetto e paesaggista, con una lunga esperienza accademica e internazionale. Ha insegnato nei corsi di Storia dell’Arte dei Giardini e del Paesaggio e di Progettazione del Paesaggio.
Originario della zona dell’Etna, in Sicilia, ha conseguito un dottorato in Architettura del Paesaggio e, negli ultimi venticinque anni, ha vissuto e insegnato in diversi paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente. Prima di trasferirsi in Norvegia nel 2021, ha lavorato a Beirut, dove è stato docente presso l’Accademia Libanese di Belle Arti e, per otto anni, presso l’Istituto Italiano di Cultura.
Da alcuni anni tiene corsi di cultura e arte italiana in Norvegia.


Orazio Attilio Carmelo Truglio


L'esterno della chiesa madre di Gibellina progettata da Ludovico Quaroni




Panorama di Gibellina


7.10.25

XXV Settimana della Lingua Italiana nel Mondo: “Italofonia: lingua oltre i confini”



In occasione della XXV Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, dedicata quest’anno al tema “Italofonia: lingua oltre i confini”, l’Istituto Italiano di Cultura di Oslo propone due eventi speciali organizzati in collaborazione con il Comitato della Dante Alighieri di Oslo e, per uno di essi, anche con l’Ambasciata di Svizzera in Norvegia.

Queste iniziative offrono un’occasione per riflettere sulla ricchezza della lingua italiana, sulla sua dimensione internazionale e sul dialogo tra culture attraverso il cinema e l’arte.

📅 Lunedì 13 ottobre – ore 18.00

🎬 Bon Schuur Ticino – una commedia di Peter Luisi


Evento organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Oslo in collaborazione con l’Ambasciata di Svizzera e il Comitato della Dante Alighieri di Oslo.

Una commedia brillante che invita a riflettere con ironia sul plurilinguismo, sull’identità e sulla convivenza tra culture, perfettamente in sintonia con il tema di questa edizione della Settinana della Lingua Italiana.

📍 Luogo: Istituto Italiano di Cultura (Oscars gt. 56)

🎟️ Ingresso libero

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📅 Giovedì 16 ottobre – ore 18.30

🖼️ Parole Leonardoparlanti – mostra di Sabrina D’Alessandro

Inaugurazione con la presenza dell’artista.

Evento organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Oslo in collaborazione con il Comitato della Dante Alighieri di Oslo.

Un percorso originale che unisce arte e linguaggio, portando alla luce parole dimenticate e significati nascosti, in un viaggio affascinante tra creatività e memoria linguistica.

📍 Luogo: Istituto Italiano di Cultura (Oscars gt. 56)

🎟️ Ingresso libero

Entrambi gli appuntamenti celebrano la vitalità e la diversità della lingua italiana nel mondo, sottolineando il ruolo dell’italofonia come ponte tra culture e strumenti di dialogo internazionale.

Per ulteriori informazioni e per consultare il programma completo della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, si invita a visitare il sito dell’Istituto Italiano di Cultura di Oslo:

🔗 iicoslo.esteri.it

5.10.25

Settimana della Lingua Italiana nel Mondo 2025: Diplomazia culturale italiana in Norvegia

Settimana della Lingua Italiana nel Mondo 2025

🌍 “Italofonia: lingua oltre i confini”




Diplomazia culturale italiana in Norvegia: online la cronologia dei direttori dell’Istituto Italiano di Cultura di Oslo (1952–2025)



OSLO – In occasione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo 2025, dedicata al tema “Italofonia: lingua oltre i confini”, è disponibile online una ricerca inedita che ricostruisce, in modo documentato e sistematico, la successione dei direttori dell’Istituto Italiano di Cultura di Oslo dal 1952 ad oggi.

Il progetto, consultabile al sito https://iicoslo.neocities.org, nasce dall’esigenza – espressa da più parti – di disporre di uno strumento di memoria storica e di consultazione che permetta di comprendere come la diplomazia culturale italiana abbia operato in Norvegia sin dalla fondazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Oslo, attraverso le diverse personalità che ne hanno guidato l’attività.

La ricerca evidenzia il contributo di ciascun direttore nel promuovere la lingua e la cultura italiana oltre i confini, in dialogo con il contesto norvegese, offrendo così una testimonianza concreta del concetto di Italofonia inteso come spazio linguistico e culturale condiviso.

La cronologia è supportata da fonti ufficiali, articoli dell’epoca e rassegne stampa, e pone particolare attenzione alle sinergie sviluppate tra l’Istituto Italiano di Cultura e il Comitato di Oslo della Società Dante Alighieri, che rappresentano un punto di riferimento fondamentale per la diffusione della lingua e della cultura italiana in Norvegia.

Curato da Sergio Scapin, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Oslo dal 2007 al 2012, il lavoro è stato completato nell’ottobre 2025, al termine di un’approfondita ricerca condotta presso la Biblioteca Nazionale Norvegese “Nasjonalbiblioteket”, l’Archivio della Città di Oslo “Oslo Byarkiv” e altri archivi. 

Sergio Scapin è oggi Consigliere Onorario del Comitato della Dante Alighieri di Oslo e coautore, con Marianne Zimmer, del volume “Comitato di Oslo della Società Dante Alighieri: Un secolo di storia 1923-2023”, pubblicato in occasione delle celebrazioni del centenario tenutesi nel dicembre 2023. Il volume è disponibile per la consultazione presso la Biblioteca "Luigi di Ruscio" dell'Istituto Italiano di cultura di Oslo e presso "Oslo Byarkiv".

Il documento integrale, con la scheda informativa che illustra finalità e obiettivi della ricerca, è disponibile al link: https://iicoslo.neocities.org/archivio/storia_IIC_Oslo.pdf

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